Quest'anno abbiamo svolto il nostro campo estivo presso il rifugio del monte Chiappo.  Il monte chiappo è una delle vette più alte della provincia di Pavia, nonchè la vetta più alta di tutta la Via del Sale, un sentiero tortuoso e sterrato che collega la cittadina di Varzi con la città di Rapallo. Situato in mezzo ad una natura incontaminata sulla vetta del monte Chiappo è possibile apprezzare le bellezze della fauna e della flora che caratterizzano l'appennino pavese.  In cima al monte è stato costruito un rifugio, ora gestito dal sig. Marino Piontini, che opera, nel totale rispetto della natura circostante, come locale di risstorazione. Qui è possibile degustare una ottima polenta, preparata con una macinazione ancora del tipo tradizionale.  In questi giorni del campo estivo siamo stati ospiti del sig. Piontini che ha dimostrato grande gentilezza, notevole ospitalità ed una impressionante disponibilità nei confronti della nostra attività di divulgazione.
Siamo giunti ai piedi del Chiappo domenica 12 agosto in mattinata, il sig. Piontini ha caricato sul suo fuoristrada tutta la strumentazione e l'ha portata in vetta al monte. Successivamente abbiamo raggiunto il rifugio con la seggiovia che parte dalla frazione di Pian del Poggio. Durante il tempo trascorso in valle abbiamo fatto una passeggiata  in mezzo alla natura incontaminata del posto.  Ci siamo divertiti ad immortalare piante, fiori, frutti, i giochi di luce dei raggi di Sole che filtravano tra le foglie della vegetazione... Siamo rimasti veramente impressionati dal colore blu che il cielo mostrava, un colore straordinario, un blu elettrico che in Lomellina appare solo nelle gelide giornate di gennaio spazzate dai venti di tramontana. Abbiamo cominciato a pensare alla notte, alla trasparenza del cielo, ma anche al lavoro che c'era ancora da fare.


Giunti in cima al monte  abbiamo scattato qualche foto e montato gli strumenti per l'osservazione del Sole; a questo punto ci siamo accorti di un primo intoppo, infatti mancava un filtro astrosolar per il Newton  di Roberto (se l'è dimenticoto a casa). Utilizzando dei gadget di blackpolymer abbiamo costruito dei filtri solari di fortuna e li abbiamo adattati ai fori ridotti dello Skywatcher 80 ED e dello Ziel Galaxy.  Nel frattenpo Lorenzo ha montato il suo nuovissimo strumento, un riflettore Newton 250 f/5 della Geoptik su montatura synta EQ6 synscan acquistati dopo il tragico incidente del Meade. Il tubone  rosso attirava particolarmente l'attenzione,  le persone si fermavano incuriosite e ci chiesero cosa si potesse osservare con quello strumento e per quale motivo con esso non si osservava il Sole.  Naturalmente noi fornivamo tutte le spiegazioni necessarie, comprese quelle relative al filtro solare,  di cui il Newton di Lorenzo era sprovvisto, e tutte le precauzioni necessarie da prendere per osservare il Sole.
Al termine delle operazioni ci siamo trovati con tre strumenti piazzati di cui 2 operativi:



In quel giorno alcuni di noi si sono dedicati allo stepping mentre due di noi sono rimasti ai telescopi a mostrare il Sole alle persone di passaggio.  Alla sera, prima della chiusura della seggiovia, ci hanno raggiunti Valeria e Milla per passare una nottata di osservazione con noi.
Cala la notte, una leggera brezza umida da sud trascina delle nuvole a quote più basse sulla parete sud della montagna, portando con se umidità. Iniziamo ad osservare, in realtà Roberto ottiene lo stazionamento dopo un'ora a causa di coordinate del sito errate  ma alla fine anche lui inizia ad osservare.  Di straordinaria bellezza si sono mostrati M13, M17, M11, incredibile la visione dei globulari con il 9 mm della Geoptik - Tecnosky, indimenticabile M52 e il doppio ammasso del Perseo. Ciò che più di tutto a colto in nostro sguardo è però stata la Via Lattea, luminosissima, brillante, come una fascia di seta che separava il cielo in due.
Alla fine il nostro Roberto ha ottenuto un mosaico di questa scriscia di stelle che è la nostra galassia.


versione a media risoluzione ( 69 kb)
versione a  completa risoluzione (4,2 Mb)

Purtroppo il mosaico non completa la strisciata, infatti alle 2 della notte le nuvole si sono alzate di quota e hanno raggiunto la cima del monte Chiappo impedendoci di proseguiere con l'attività osservativa.
Siamo andati a dormire avvolti dalle nuvole, Lorenzo e Gabriele hanno dormito fuori, ma alle 6 del mattino, con il suo spirito campagnolo, Lorenzo mi ha svegliato per riprendere una bellissima alba  con la luce del Sole che filtrava tra le nuvole in cui eravamo immersi.


Dopo un'abbondante colazione ci siamo seduti fuori a prendere un po' di fresco che tanto manca nella nostra pianura.
Il secondo giorno è stato è stato un andirivieni  di nuvole, con difficolta e sopratutto con molta fortuna alcuni passanti sono sriusciti ad osservare il Sole tra le nuvole. Alcuni di noi si sono dedicati alle foto naturalistiche, altri, come il presidente, alla regolazioni del cannochialino polare della montatura; poi alle 15 Valeria e Milla ci hanno lasciato.

 
Gli strumenti sono rimasti a riposo quasi tutto il giorno, ma confidavamo, anche grazie al nostro esperto meteo Lorenzo, che in serata si sarebbe aperto.


Cala la sera, e il cielo si apre.
Ci siamo rifocillati al rifugio  dove dopo la cena abbiamo anche improvvisato una miniconferenza e abbiamo mostrato gli oggetti più belli del cielo agli ospiti che erano rimasti al rifugio.
Poi sono andati tutti a dormire mentre noi resistevamo ad un forte vento di Scirocco che poco per volta stava portando delle nuvole sempre più vicino a noi.
Roberto inizia a riprendere la regione del Cigno contenenete la nebulosa NGC7000 Nordamerica, ma dopo due riprese si ritrovano lui e Lorenzo immersi in un nuvolone. Lorenzo colto dalla stanchezza delle due passeggiate sull'Ebro e in valle ha deciso di andare a dormire, Roberto ha atteso il passare della nube  per terminare le riprese di NGC7000.
Alla terza nube, per altro molto grande anche Roberto ha terminato le sue riprese regalandoci una dignitosa immagine della regione di NGC7000.


Il  mattino successivo ci siamo svegliati in mezzo alle nuvole, e dopo un'abbondante colazione, abbiamo caricato la strumentazione sul fuoristrada del sig. Marino. Tutto tranne  il PC con il quale abbiamo eleborato qualche fotografia.



Poi abbiamo pranzato in compagnia del sig. Marino Piontini del sig. Geometra che è l'ideatore e il costruttore del rifugio del Monte Chiappo e della sig. Chiara. Nel pomeriggio per smaltire l'abbondante pranzo abbamo compiuto un'altra passeggiata tra i monti con lo scopo, pilotato dalla nostra curiosita, di visitare la centralina meteo presente in zona.
In pieno pomeriggio, il sig. Marino e un suo collega ci hanno accompagnati a Pian del Poggio da dove siamo partiti per fare ritorno a casa.